Home Autore Opere Info Qr-Code
La Biografia di Varlin
Varlin
Varlin si stabilisce a Bondo nel 1963, dopo aver sposato Franca Giovanoli, oriunda bregagliotta.
Nato Guggenheim sessantatre anni prima a Zurigo, viene ribattezzato Varlin dal mercante d’arte parigino Leopold Zborowski, suo primo estimatore e committente. Lasciata la Svizzera per la Francia nel 1922, risiede a Parigi per undici anni dove, oltre ad occuparsi di grafica, può continuare a dipingere a stretto contatto con la tradizione post-cubista ed espressionista: ha anche l’opportunità di esporre alla Galleria Sloden in Faubourg St. Honoré. Nel 1932 rientra in Svizzera con la madre e la sorella gemella Erna, in seguito alle prime avvisaglie naziste. Tra il 1955 e l’inizio degli anni Sessanta Willy trascorre lunghi periodi tra Francia, Italia e Spagna Scozia, spingendosi fino in Marocco. Durante quegli anni espone, con scarso successo economico, al Kunstmuseum di Lucerna, mentre le critiche favorevoli seguite alla sua personale presso la Kunsthalle di Berna gli garantiranno d’ora in avanti una certa tranquillità economica.

Il matrimonio con Franca - conosciuta a Zurigo nel 1951, il trasferimento a Bondo e la nascita della figlia Patrizia nel 1966 sembrano aver impresso un nuovo corso alla sua vita e al suo lavoro. Non sarebbe tuttavia corretto ricondurre l’arrivo di Varlin in Bregaglia ad una scelta esistenziale, né tanto meno risulta sostenibile che questo fatto abbia segnato un cambio di direzione nel suo percorso artistico: d’altra parte appare però evidente come questo periodo estremo sia stato caratterizzato da una vera e propria deflagrazione della sua tecnica pittorica.
Il ventennio bregagliotto è dunque, per Varlin, la storia di un’occasione: “ho sentito con piacere di essere stato indicato come il pittore di Bondo – affermava l’artista intervistato da Franco Pool – ed io vivo con molto piacere in questo paese…Gli abitanti di Bondo sono gente semplice, contadini, ai quali sono molto affezionato…Ma per me, dipende forse anche dall’età, conta molto anche l’aria buona e avere intorno gente normale”. Evidentemente le peculiarità delle Bregaglia – una valle svizzera di lingua italiana e singolare crocevia di flussi culturali provenienti sia da nord che dalla vicina Italia – si rivelarono decisamente consonanti alla sua particolarissima indole: non a caso Varlin viene spesso incluso entro quel ristretto gruppo di personalità che condivisero con il pittore zurighese un’inquietudine ed un’angoscia certamente incompresa ed incomprensibile per un Paese che Varlin stesso definiva “senza patina”, così pulito ed ordinato da avere l’aria di un “sanatorio sterile per persone sane”.